Parco Archeologico di Monte Sirai

L’ampio Parco Archeologico di Monte Sirai, panoramico sul meraviglioso paesaggio del Sulcis e dell’arcipelago, è un’istantanea unica del periodo fenicio e punico.

Un sistema di 40 siti nel cuore del Sulcis

L’insediamento di Monte Sirai fu fondato dai Fenici nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. per assicurare un ampio territorio intorno alla città di Sulky e per garantire il controllo della principale via d’accesso verso il Campidano grazie alla sua strategica posizione. L’ altopiano sul quale sorge l’insediamento, infatti, è sempre stato un luogo di attrazione per le comunità che vi hanno lasciato le loro testimonianze sin dal Neolitico e fino alla piena età romana. L’impronta più marcata è stata data, tuttavia, proprio dalla presenza prima fenicia, fra l’VIII ed il VI secolo, e poi cartaginese, che si protrasse fino circa al 100 a.C., nonostante la Sardegna fosse ormai sotto il dominio di Roma. L’insediamento si articola su diverse aree del pianoro: l’abitato alto a Sud-Est, le necropoli a Nord dell’abitato, il santuario tofet a Nord-Ovest delle necropoli. Una strada sul versante nordest della collina lo collegava alla pianura sottostante.

L’abitato alto

L’abitato di Monte Sirai, conserva le testimonianze archeologiche della sua fase più antica sotto le costruzioni più recenti e nell’area del tempio, che indicano la fondazione nell’VIII secolo e una prima espansione alla fine del VII secolo a.C. Nella prima metà del IV secolo invece, è ipotizzato un consolidamento del centro, ma è tuttavia della prima metà del III secolo a.C. la ri-pianificazione generale che fornisce a Monte Sirai l’aspetto attuale, con un abitato interno, tipico dei villaggi chiusi, esteso per circa un ettaro e suddiviso in quattro quartieri paralleli orientati Est-Ovest, separati da tre strade. Sopra le case a schiera, unite da muri comuni e tetti praticabili, si praticavano cammini di ronda, accessibili tramite stretti vani scala. Sotto il dominio romano, l’abitato subì solo lievi modifiche, per essere abbandonato tra il 110 e l’80 a.C.

Fortificazioni e porta nord

La posizione elevata e il tacco di roccia vulcanica su cui sorge Monte Sirai hanno sempre protetto l’abitato. Le abitazioni più esterne si integrano con la struttura difensiva, rendendo i muri simili a fortificazioni perimetrali. Le fortificazioni vere e proprie, infatti, si trovano sull’unico lato scoperto, quello settentrionale. Costruite nella prima metà del III secolo a.C., sono composte di terrapieni avanzati, e di una seconda muraglia a cremagliera che sfrutta il fronte di roccia naturale, integrandolo in altezza. L’ingresso principale è racchiuso in un corridoio, dotato di porte con battenti, e di una scala sulla destra che conduceva ad un posto di guardia. A metà corridoio si trova una soglia databile al 150 a.C., segno di successive modifiche dell’opera.

Tempio di Astarte

Il tempio venne eretto agli albori dell’insediamento, nell’VIII secolo a.C. Di una fase successiva, del V secolo, resta un solo vano, con una cisterna “a bagnarola”, mentre nella prima metà del III secolo a.C., l’edificio assunse l’aspetto attuale, su una terrazza sopraelevata fronteggiata da tre altari esterni. All’interno è suddiviso in due corti gemelle e uno spazio più sacro: quattro cellette quadrate che ospitavano al centro le immagini sacre e ai lati le numerose offerte votive, maschere, statuette, oggetti in bronzo. La statua di Astarte, di stile orientale, risale all’VIII secolo a.C., ed è la più antica rappresentazione della divinità fenicia, alla quale si sovrappone in età ellenistica la dea delle messi, Demetra. Accanto a Baal, adorato sotto forma di betilo e nominato in una iscrizione bronzea, emerge anche Bes, ritratto su una placchetta in osso. Al tempio si collegavano una costruzione turriforme e un piccolo quartiere artigianale.

Casa del Lucernario di Talco

La casa del Lucernario di Talco è così denominata per una lastra, rinvenuta in frammenti, usata come lucernario superiormente al vano d’ingresso. Della sua fase più antica, che risale alla fine del VII secolo a.C.  si conosce una piccola parte, composta di grandi vani. Dopo una lunga fase di abbandono l’edificio fu ricostruito intorno al 280 a.C., con una struttura a cinque vani affiancati, collegati da porte situate tutte sul lato Sud-Ovest. Al lato dell’ingresso, fornito di una canaletta di scolo, si trovava una cucina con un grande forno in terracotta e altri focolari di mattoni crudi. Nel piano terra si svolgevano anche attività artigianali, come indicano numerose coti di pietra, usate per affilare le lame, gli ossi lavorati, le corna di cervo e il falcetto in ferro, destinato alle attività agricole. Nel vano d’ingresso, inoltre si trovano gli scalini residui di una scala per il piano superiore, nel quale si trovavano gli ambienti più privati.

La casa di tufo

La “Casa di tufo” è un edificio composto da cinque vani affiancati, la cui indagine è iniziata nel 2014. Il carattere distintivo dell’abitazione è dato dalla base delle murature in blocchi di tufo ben squadrati, simile a poche altre case del centro, ad esempio la Casa Fantar. Finora gli scavi hanno messo in luce una frequentazione compresa fra il III ed il II secolo a.C. Nei due vani meridionali è stata rinvenuta una canaletta coperta da lastrine, che conduce verso un probabile bacino di raccolta, anch’esso protetto da una lastra forata. Questo sistema idraulico suggerisce, oltre ad un approvvigionamento domestico dell’acqua, anche una sua possibile applicazione in attività artigianali.

La casa Fantar

La casa “Fantar”, scavata nel 1966 da Mohamed e Dalila Fantar, rappresenta un significativo esempio dell’architettura abitativa punica più recente, risalente al II secolo a. C. Caratterizzata da una tipologia a corte, la casa è incentrata attorno a uno spazio aperto quadrangolare, comune nel mondo punico ma più raro a Monte Sirai. All’ingresso è presente una canaletta di scolo; sulla destra, si trovano un piccolo vano e un probabile spazio dedicato al culto domestico, dal quale provengono bruciaprofumi e testine femminili in terracotta. Il centro della casa ospita una cucina dotata di un bancone da lavoro e di una macina in pietra. Altre due stanze si affacciano sul cortile, fulcro delle attività domestiche. Costruita con grandi blocchi di tufo bianco, impiegati nella base dei muri, negli stipiti e nei tramezzi, la casa esprime una notevole monumentalità, suggerendo una particolare relazione con il vicino tempio di Astarte.

La Necropoli Fenicia

La necropoli più antica di Monte Sirai si trova a nord-ovest dell’abitato. La maggioranza delle tombe sono fosse ellittiche poco profonde, che contenevano i resti cremati dei defunti; solo una minoranza degli abitanti praticava l’inumazione, in fosse rettangolari profonde, tagliate nella roccia. Le sepolture, coperte con piccole lastre di pietra, erano contrassegnate da cippi, con poche eccezioni notevoli, come il monumento rinvenuto sopra la Tomba 88. Sono anche frequenti deposizioni bisome (cioè doppie) che accolgono insieme i resti incinerati di individui adulti e di età infantile. Il rituale prevedeva l’unzione, la vestizione e l’ornamento del corpo con gioielli e amuleti personali; a seguito della cremazione e di un banchetto funebre, venivano avvicinate al defunto le offerte, sotto forma di corredo, composto di brocche, piatti, coppe, ricolmi di cibi. Per separare il mondo dei morti da quello dei vivi si deponeva spesso sopra il defunto un’anfora o un vero e proprio macigno, prima di sigillare la tomba.

La Necropoli Punica

A partire dalla seconda metà del VI secolo a.C., la città dei morti subisce notevoli trasformazioni architettoniche e rituali. Emergono 14 tombe collettive a camera sotterranea, in cui l’inumazione diventa il rito funerario predominante, con corpi interi deposti in ambienti riservati a famiglie dominanti. Le tombe, di pianta quadrata o rettangolare, accessibili tramite corridoi a scalini, sono sorrette da pilastri centrali di grandi dimensioni, e presentano sarcofagi e nicchie scavati nelle pareti. Ogni deposizione, per intere generazioni, veniva accompagnata da un corredo funerario, composto da vasi da mensa e oggetti personali. La necropoli punica si compone inoltre di una grande area di sepolture singole a fossa profonda, nelle quali è testimoniato il rito della semi-combustione. Si distingue poi una zona dedicata agli individui di età infantile, nella quale si utilizzavano piccole bare costituite da anfore commerciali, dette enkytrismoi, ed, infine un nucleo di sepolture in urna, deposte anche all’interno degli ipogei; nel periodo neopunico, infatti, dal III sec. a.C. in poi, si ritorna al rito dell’incinerazione integrale.

Il Tofet

Il Tofet rappresenta un particolare luogo sacro, dedicato alla sepoltura di bambini morti in età perinatale o neonatale, prima della loro integrazione nella comunità. Le divinità tutelari Baal Hammon e Tinnìt vegliano su questo spazio. Il tofet di Monte Sirai, edificato intorno al 360 a.C. si presenta al principio come un’area aperta di circa 600 mq dominata da una piattaforma di roccia, sulla quale sorge un altare rettangolare. Lo spazio aperto accoglieva le deposizioni delle ceneri dei bambini, contenute in urne, costituite da semplici pentole. In seguito compaiono anche dei piccoli monumenti votivi, le stele, che raffigurano divinità maschili e femminili più o meno stilizzate. Una sistemazione definitiva del santuario avviene intorno al 260 a.C., quando l’altare viene racchiuso in un piccolo tempio accessibile dal campo d’urne attraverso una scala. Complessivamente sono state rinvenute circa 400 urne cinerarie, 150 stele funerarie, oltre ad alcune statuette votive e a corredi miniaturistici dei piccoli defunti. 

Orari e Visite

Da martedì a venerdì
dalle 9:00 alle 20:00
Sabato e domenica
Mattina dalle 9:00 alle 13:00 Pomeriggio dalle 16:00 alle 20:00
Lunedì chiuso se non festivo

Biglietti

Intero € 6 euro (13-65 anni); Ridotto € 5 (6-12 anni, scolaresche, over 65, gruppi oltre 25, Carta Giovani)
Cumulativo Museo Villa Sulcis, Monte Sirai, Museo PAS: 10 € (validità 60 giorni)
Unico Museo Villa Sulcis, Monte Sirai, Museo PAS + Museo del Carbone: 15 € (validità 60 giorni)
Gratuito sotto 6 anni, persone con disabilità, accompagnatori, Soprintendenza, membri ICOM

Contatti

Località Sirai – SS126 km 17
Tel. +39 345 755 9751 / +39 0781 188 8256
E-mail: museicarbonia@gmail.com